Poche domande mi arrivano tanto spesso quanto questa: come fai a essere così costante con i contenuti? Dietro quella costanza c’è una scelta pratica che ho fatto anni fa, non una dote naturale che possiedo e che ad altre manca. Ti racconto esattamente come funziona, con tutte le crepe comprese.
Il mito della disciplina
Quando qualcuna mi scrive che vorrebbe essere costante come me, la prima reazione che provo è un po’ di imbarazzo, perché conosco benissimo il dietro le quinte. Ci sono settimane in cui scrivo la newsletter mezz’ora prima di mandarla, o in cui arrivo al lunedì di registrazione senza ancora sapere cosa scriverò per il giorno dopo. Chi mi guarda da fuori vede 238 puntate uscite con regolarità e pensa che io abbia una disciplina di ferro. La disciplina quotidiana, quella che richiede decisioni quotidiane, non è mai stata il mio punto di forza, e la costanza che vedi arriva da un’altra strada.
Un’altra te ha già deciso per la te di oggi
Non mi sveglio il mercoledì pomeriggio chiedendomi se ho voglia di registrare il podcast del giorno dopo: c’è stato un momento diverso, settimane prima, in cui un’altra versione di me, quella che si occupa di pianificare i contenuti, ha già scelto cosa uscirà e quando. A fine agosto, ad esempio, mi sono seduta alla scrivania e ho deciso i 4 episodi che sarebbero usciti a settembre, li ho scritti tutti insieme e poi li ho registrati in 2 sessioni diverse.
Quando arriva il momento di eseguire, la decisione è già presa, e questo toglie dal tavolo la domanda “ho voglia di farlo oggi?”, quella che fa deragliare la maggior parte delle persone.
Il principio del dentifricio
Uso spesso questo paragone con le mie clienti. Non ti chiedi ogni mattina se hai voglia di lavarti i denti, lo fai a prescindere da come ti senti, perché sai che è importante per la tua salute e hai reso il gesto facile, con lo spazzolino già pronto vicino al lavandino. La creazione di contenuti con regolarità funziona allo stesso modo per il tuo business: se il compito richiede una decisione nuova ogni volta, la motivazione diventa indispensabile, e nei giorni no salta tutto, ma se il compito è già deciso in partenza, la motivazione diventa un dettaglio.
Un calendario che si piega ma non si rompe
Il calendario del mio podcast non è rigido al 100%, segue una regola elastica, un po’ come il bambù, che si piega ma non si rompe. Nei periodi più pesanti di lavoro o di stanchezza ho scelto in anticipo che per quel mese il podcast sarebbe uscito ogni 2 settimane invece che ogni settimana: preferisco rallentare il ritmo piuttosto che forzarlo fino al punto di rottura, perché so che quella strada porterebbe dritta al burnout e alla chiusura completa del progetto. Il podcast va avanti da 7 anni, fin dalla prima puntata del 2019, proprio perché ho protetto questo equilibrio invece di ignorarlo.
Perché il podcast vale la fatica in un modo diverso dai social
Quest’anno ho molta più voglia di lavorare sul podcast che su Instagram, e il motivo è pratico: un episodio del podcast continua a lavorare per il mio business molto tempo dopo che l’ho registrato, mentre un contenuto sui social spesso dura 3 giorni e poi sparisce. Costruire bene un carosello o un reel richiede 1 o 2 ore di lavoro serio, e in quel tempo preferisco costruire un episodio che so mi porterà risultati per mesi. Quel tempo lo investo dove so che il ritorno dura di più.
Il sistema che uso per non partire mai dal foglio bianco
Su Notion tengo una struttura di database chiamata “Content dashboard“, dove finiscono tutte le idee per i contenuti, che siano per il podcast, la newsletter o i social, e ogni volta che mi viene un’idea, anche nel momento più impensato, la scrivo lì con l’etichetta “idea”, così non rischio di perderla. Quando arriva il momento di scrivere gli episodi, non parto mai dal foglio bianco, ma scelgo tra le idee già raccolte quella che sento più urgente in quel momento, tenendo conto anche di cosa sta succedendo nel mio business.
Come collaboro con Claude nella scrittura degli script
Da qui parte il lavoro con Claude, a cui ho insegnato nel tempo come costruire la scaletta dei miei episodi. Claude prepara lo script di partenza, poi io registro prendendo strade laterali, aggiungendo e integrando mentre parlo: Claude entra nel processo come un’assistente che conosce già il mio contesto, il mio tono di voce, i prodotti che vendo e cosa sto promuovendo in quel momento. Avere costruito questo sistema una volta mi permette di ritrovarlo pronto ogni settimana, senza dover rispiegare a Claude chi sono e cosa faccio, ogni volta da capo. Lo stesso principio è alla base anche di Buongiorno Claude, il mio briefing mattutino automatico: se vuoi iniziare a lavorare così anche tu, ho preparato una guida gratuita per passare a Claude.
Perché l’accountability conta quanto il metodo
Il problema che vedo più spesso nelle mie clienti che lavorano da sole riguarda l’accountability, non il calendario editoriale: molte hanno già il planner più bello del mondo, comprato con tutte le buone intenzioni, il problema è che nessuno chiede loro come sta andando quella cosa che si erano promesse di fare, soprattutto nei primi mesi quando i risultati ancora non si vedono. Dopo poche settimane quel planner finisce a prendere polvere sulla scrivania, e la responsabilità è del sistema, non della persona: un metodo da solo regge poco senza qualcuno che aiuta a sostenerlo nei momenti in cui non riesci a farlo da sola. È esattamente per questo che dentro Coraggiosa lavoriamo su strategia, comunicazione e vendita, e costruiamo anche la struttura che tiene in piedi la costanza, con le call di gruppo, il supporto individuale e una community di professioniste che si tengono a vicenda sui binari.
Domande frequenti
La costanza si può imparare o è una dote naturale?
Si impara. Nasce da un sistema costruito con metodo, che toglie dal tavolo la domanda quotidiana “ho voglia di farlo oggi?”, non da una dote naturale o da una forza di volontà superiore alla media.
Quanto tempo ci vuole prima di vedere risultati dalla costanza nei contenuti?
Nel mio caso circa un anno. Il primo anno il podcast usciva ogni 15 giorni e sembrava di parlare nel vuoto, senza feedback e senza clienti in arrivo. Dopo un anno ho iniziato a capire che ogni episodio continua a lavorare molto dopo la pubblicazione.
Cosa fare quando non si ha voglia di creare contenuti?
Il punto è togliere la voglia dall’equazione. Se la decisione su cosa pubblicare è già presa in anticipo, la mancanza di motivazione nel giorno stesso diventa un dettaglio secondario, non un ostacolo che blocca tutto.
È meglio pubblicare meno spesso ma con costanza, o spingere fino al burnout per rispettare un ritmo fisso?
Meglio rallentare. Un calendario editoriale flessibile, che si piega nei periodi più pesanti invece di spezzarsi, protegge il progetto nel lungo periodo molto più di un ritmo rigido che porta dritto all’esaurimento.
Perché l’accountability è più importante del metodo per chi lavora da sola?
Un metodo scritto su un planner resta lì se nessuno ti chiede come sta andando. Le persone che lavorano da sole hanno bisogno di qualcuno che tenga viva quella struttura insieme a loro, soprattutto nei momenti in cui i risultati ancora non si vedono.
Preferisci ascoltare? Clicca qui
Se ti riconosci in questo, e senti che il tuo blocco riguarda il riuscire davvero a mantenere la costanza più che capire cosa fare, dentro Coraggiosa lavoriamo proprio su questo: costruiamo insieme il sistema e la rete di persone che ti tengono sui binari nei giorni in cui la motivazione manca. Trovi tutti i dettagli sul percorso qui.

Lascia un commento