
Ogni trimestre, quando chiudo i conti e mi siedo a riflettere, mi succede sempre la stessa cosa: mi rendo conto che non basta guardare i numeri per capire davvero com’è andata.
Perché un business, almeno per come lo vivo io, non è solo fatturato o statistiche. È energia, emozioni, relazioni, aspettative, e soprattutto è quello spazio interiore in cui ci diciamo “sta andando bene” oppure, come è successo a me in questo secondo trimestre, “ok, Silvia, c’è da cambiare qualcosa”.
I numeri non bastano (ma vanno guardati)
Il mio secondo trimestre 2025 è stato, se devo essere onesta, un po’ sotto tono. Il fatturato è in linea con quello dello stesso periodo dell’anno scorso, ma visto che già il Q2 del 2024 non era stato esattamente brillante, questa somiglianza più che una soddisfazione è diventata per me una conferma che c’è qualcosa da rivedere.
La cosa che mi ha colpita di più, però, è che rispetto al primo trimestre di quest’anno c’è stato un calo, e quando fai i conti veri – quelli in cui consideri le tasse, i costi, e il famoso 40% netto che ti rimane davvero – ti accorgi che per vivere serena e senza l’affanno ogni mese serve fare di più.
Non è facile da dire, e forse ancora meno facile da accettare, ma è necessario. E credo che dirlo ad alta voce, senza vergogna e senza filtri, possa servire anche a chi mi legge o mi ascolta.
Il podcast continua a funzionare (e meno male)
Tra le cose che mi danno conferme positive, fortunatamente, c’è sicuramente il podcast, che resta il mio canale preferito e più naturale per comunicare con chi mi segue: è proprio da lì che arrivano nuove clienti, persone che mi ascoltano da tempo e che poi decidono di fare un passo in più.
Anche in questo trimestre, infatti, due clienti sono arrivate proprio così: una aveva già acquistato un mio bundle, mentre l’altra no, ma entrambe mi seguivano, mi conoscevano e si fidavano abbastanza da entrare in Coraggiosa.
Il podcast è sempre stato il cuore del mio business, fin dal secondo anno – perché il primo anno, si sa, serve solo a scaldare i motori – e non mi ha mai fatto mancare nuove connessioni e possibilità. Per questo ho deciso di continuare anche d’estate, scegliendo un ritmo più lento: un episodio ogni due settimane tra luglio e agosto. Ho bisogno di alleggerire un po’ il carico, ma senza fermarmi del tutto.
Instagram, newsletter e la fatica della visibilità
Su Instagram le cose non sono andate benissimo, e anche se pubblico regolarmente tre post a settimana, il calo di follower si fa sentire. Ogni post nasce da un episodio del podcast: il venerdì pubblico un post statico con il titolo della puntata, il lunedì una citazione estratta dall’episodio (e questa funziona sempre bene perché arriva dritta al punto e stimola spesso una conversazione nei commenti) e il mercoledì esce un reel o un carosello.
Sto cercando di fare storie ogni giorno, raccontando la mia giornata al mattino e una piccola review serale mentre porto fuori il cane, ma i numeri non sono entusiasmanti e, anche se a volte mi chiedo cosa sto sbagliando, altre volte mi dico semplicemente che va bene così.
Anche la newsletter ha avuto un calo, ma in parte è stato voluto: ho fatto una pulizia dei contatti inattivi, come faccio ogni trimestre. Meglio avere una lista più piccola ma davvero interessata, piuttosto che una grande piena di iscritti che non aprono mai.
La novità di questo trimestre è stata la mia newsletter evergreen: una sequenza automatica che tiene caldo il rapporto con chi entra nella lista, senza che io debba sempre creare nuovi contenuti. Ho già programmato dieci mail e sto lavorando per arrivare a sei mesi di contenuti riciclati, rivisitati e sempreverdi. Mi toglie un bel po’ di pressione e mi aiuta a rimanere presente anche quando non ho nuove ispirazioni o voglia di scrivere.
Mini corsi, prodotti e quel bisogno di semplificare
Negli anni mi sono accorta di una cosa: tendo a disperdere energia creando sempre nuovi corsi, perché mi piace l’idea di offrire soluzioni sempre fresche e rispondere ai bisogni che emergono. Spesso, proprio per questo, dimentico di promuovere con costanza quelli che ho già creato e che sono ancora attualissimi.
Nel Q2 ho deciso di parlare solo di Coraggiosa e del Bootcamp, i miei percorsi principali, ma mi sono resa conto che vendere anche i mini corsi mi piace, mi entusiasma e soprattutto mi fa sentire più leggera e più in connessione con le mie clienti.
Sono dei corsi accessibili, permettono a più persone di iniziare un percorso con me e spesso diventano il primo passo per chi poi sceglie di lavorare con me in modo più profondo. Per questo nel prossimo trimestre voglio tornare a proporli, creando dei bundle tematici per renderli ancora più utili e facili da scegliere.
La grande lezione: far sapere quello che c’è già
Forse la cosa più importante che ho capito in questa review è che devo smetterla di pensare che serva sempre creare qualcosa di nuovo per sentirmi produttiva o utile.
Ho già tantissimi strumenti pronti, percorsi, corsi e risorse che possono davvero aiutare le mie persone, e il problema non è mai stato la qualità di quello che offro, ma il fatto che non lo faccio sapere abbastanza.
Da agosto mi sono promessa di cambiare: meno creazione, più visibilità. Più “parlare di ciò che c’è”, senza sentirmi ripetitiva o invadente, ma con la consapevolezza che ogni giorno là fuori ci sono persone che ancora non sanno che ho qualcosa che può davvero fare la differenza per loro.
E poi? Più testimonianze, più racconti di chi lavora con me, più spazio per far emergere davvero quello che succede quando scegli di farti accompagnare.
Conclusione: guardare indietro per andare avanti
Fare questa review mi ha fatto bene, anche se non è stato facile. Mi sono detta delle verità scomode, ma necessarie, e adesso riparto da qui: più chiarezza, più semplicità, più coraggio nel mostrarmi.
Se ti va, ti invito a fare lo stesso: fermati, guarda il tuo secondo trimestre e chiediti con sincerità dove vuoi mettere davvero la tua energia da oggi in poi.
E se vuoi raccontarmelo, scrivimi. Mi piace ascoltare i dietro le quinte delle altre professioniste, perché ci fanno sentire meno sole.

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