
Quante volte ci siamo chiesti come funziona il nostro cervello? Ho avuto un momento di chiarezza su questo tema mentre ero alla scrivania, pronta a scrivere una nuova newsletter, quando ho realizzato che il mio cervello funziona più come una cassettiera chiusa che come una libreria aperta.
Mi spiego meglio.
Immagina di essere in una grande biblioteca con gli scaffali pieni di libri. Ogni libro ha la costa ben visibile e facilmente accessibile, per ricordarci istantaneamente del suo contenuto.
Ecco, il mio cervello non funziona così.
L’immagine che meglio descrive il mio processo mentale è quella degli schedari di metallo chiusi a chiave che probabilmente si trovano ancora oggi negli uffici pubblici. L’informazione nel mio cervello è come se venisse archiviata e chiusa nel cassetto, spesso senza un’etichetta fuori a indicarne in contenuto, rendendo difficile il suo recupero.
Ecco degli esempi tratti dalla mia quotidianità
Leggo tantissimo, e leggere è un’attività che mi piace tantissimo, però appena finisco un libro, compresi i libri gialli, dimentico in breve tempo trama e personaggi: l’assassino? Dopo una settimana non ho più la minima idea di chi fosse.
Anche nei corsi che creo, dove investo tempo nella creazione di slide e nella registrazione, finito il corso, il contenuto spesso sembra svanire dalla mia memoria cosciente. Ogni dettaglio è rimosso dalla mia mente appena il cassetto mentale si richiude.
La spinta verso il futuro
Se per qualche motivo ho bisogno di richiamare alla memoria un contenuto creato in passato, devo fare uno sforzo attivo, riguardare le slide, riascoltare i video o riprendere in mano i miei appunti.
È un processo che da una parte mi affatica, e mi fa sentire smemorata e distratta, ma dall’altra mi dà il vantaggio di meravigliarmi del contenuto di qualità che avevo prodotto. È come se mi stupissi del fatto che ho creato un contenuto di valore e di profondità, come se non fossi stata io a crearlo ma una Silvia del passato molto più brillante e intelligente della Silvia di oggi.
Non il massimo per la mia autostima attuale…
I benefici della cassettiera
Il funzionamento del mio cervello come cassettiera ha anche i suoi lati positivi. Il fatto che io non mi ricordi ogni dettaglio di un libro non è poi così fondamentale: forse è più importante la sensazione che mi ha lasciato, e quella la ricordo anche a distanza di anni.
Mi rendo anche conto che le informazioni, le cose che ho studiato, ci sono, anche se chiuse nei “cassetti”: ci sono argomenti di cui riesco a parlare per ore, anche senza prepararmi in anticipo perché al momento giusto il cassetto giusto si apre e quello che devo sapere torna alla memoria cosciente.
Se anche tu ti ritrovi in queste righe, se il tuo cervello è una cassettiera più che una libreria, raccontami la tua esperienza e lasciami un commento.
Infine, se ascolti il mio podcast su Spotify e questa riflessione ti ha colpito, non dimenticare di lasciare un commento e 5 stelle al mio podcast!

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